Le clementine della Piana di Sibari non sono solo un frutto simbolo della Calabria, sono anche una materia prima capace di trasformarsi e raccontare il territorio in forme nuove. È da questa visione che nasce Clemì la clementina da bere della Sibaritde: una bibita in lattina ottenuta dal succo di clementine calabresi.
Il video racconta proprio questo passaggio: dalla terra al prodotto finito, dalla tradizione agricola all’innovazione, mantenendo un legame diretto con il territorio della Sibaritide.
Dalle clementine alla bevanda: un’idea che nasce dal territorio
La Piana di Sibari è da sempre una delle aree più vocate alla produzione di clementine. Frutti dolci, succosi e naturalmente profumati che rappresentano una delle eccellenze agricole della Calabria ionica.
Clemì nasce dall’idea di valorizzare questo patrimonio attraverso la trasformazione: non solo vendita del frutto fresco, ma creazione di una bevanda che ne conservi il gusto e l’identità, rendendola accessibile in un formato moderno e pratico.
Clemì, la clementina da bere
Clemì è una bibita in lattina a base di succo di clementina, pensata per raccontare il territorio anche attraverso il design, il nome e il concept. Non è una semplice bevanda agrumata, ma un prodotto che parla di origine, filiera e territorio.
Dietro una lattina c’è una storia agricola, una produzione locale e una volontà precisa di trasformare un frutto identitario in un’esperienza di consumo nuova.
Un prodotto che unisce tradizione e innovazione
La forza di Clemì sta nell’equilibrio tra passato e futuro. Da un lato le clementine della Piana di Sibari, dall’altro un processo di trasformazione che guarda ai mercati contemporanei, ai nuovi consumatori e a un modo diverso di raccontare i prodotti tipici calabresi.
Questo approccio rappresenta una delle strade più interessanti per lo sviluppo delle aree rurali: dare nuova vita alle produzioni locali attraverso idee innovative e sostenibili.
Trasformazione agroalimentare e identità della Sibaritide
La trasformazione delle clementine in bevanda è un esempio concreto di come l’agroalimentare possa diventare anche racconto territoriale. Clemì non sostituisce il frutto, ma lo affianca, ampliandone le possibilità di utilizzo e diffusione.
In questo modo la Sibaritide non è solo luogo di produzione, ma anche di sperimentazione, creatività e visione imprenditoriale legata alle proprie radici.
Un’esperienza da bere che racconta la Calabria
Assaggiare Clemì significa bere un prodotto che nasce dalla terra, dal lavoro agricolo e da una filiera che parte dalle clementine calabresi. È un modo diverso di conoscere il territorio, non attraverso una visita, ma attraverso il gusto.
Il video diventa così uno strumento di narrazione: mostra come un prodotto semplice possa diventare ambasciatore della Sibaritide anche fuori dai confini regionali.
Clemì, la clementina da bere, è un esempio virtuoso di come le eccellenze della Piana di Sibari possano evolversi senza perdere identità. Un prodotto che unisce agricoltura, trasformazione e racconto territoriale, portando la Sibaritide in una lattina. La stessa azienda che ha ideato Clemì ha pensato anche di realizzare un Museo dedicato al Clementine, scoprilo su sibaritide-turismo.it, clicca qui
