weekend romantico Sibaritide passeggiata al tramonto

Weekend romantico nella Sibaritide: 5 luoghi perfetti per innamorarsi


Se stai cercando un weekend romantico nella Sibaritide, qui troverai borghi sospesi nel tempo, panorami sul mare, ponti spettacolari e tramonti perfetti da vivere in coppia. Tra Cariati, Civita, Corigliano-Rossano, Sibari e Trebisacce puoi costruire una fuga su misura fatta di emozioni, cultura e momenti indimenticabili.

Non serve andare lontano per trovare atmosfera, intimità e bellezza. Bastano pochi chilometri per passare da un centro storico medievale a un tramonto sul mare, da una passeggiata mano nella mano a una cena tipica in un ristorante raccolto.

Ecco cinque luoghi perfetti per costruire il vostro momento speciale.


Cariati – Dormire dentro un borgo sul mare

Cariati è poesia. Un dedalo di vicoli, archi, balconi e scorci improvvisi sull’azzurro dello Ionio. Camminare qui significa rallentare, parlare piano, fermarsi a guardare.

Di giorno il centro storico regala fascino e autenticità; la sera diventa intimo, quasi segreto. È il posto ideale per una passeggiata romantica prima di cena o per scegliere una piccola struttura dove svegliarsi con il profumo del mare.


Civita – Natura, silenzio e meraviglia

Se cercate l’effetto “wow”, Civita è la risposta. Affacciata sulle Gole del Raganello, è uno dei borghi più suggestivi del Sud Italia.

Il famoso Ponte del Diavolo è lo scenario perfetto per una foto insieme, ma soprattutto per fermarsi, guardarsi e sentire il rumore della natura intorno. Qui il tempo cambia ritmo. Un luogo ideale da inserire in un itinerario romantico tra panorami, cultura arbëreshë e cucina tradizionale.


Corigliano-Rossano – Storia, vicoli e luci della sera

Due anime, un’unica grande emozione. Corigliano e Rossano offrono castelli, musei, chiese bizantine e quartieri antichi dove perdersi diventa un piacere.

Al tramonto i vicoli si colorano, le luci iniziano ad accendersi e ogni angolo diventa cinema. È il momento perfetto per una visita guidata romantica, seguita da una cena in uno dei ristoranti del centro storico.


Sibari – L’acqua, la calma, il respiro insieme

Sibari è ampiezza, orizzonte, libertà. Qui il romanticismo è fatto di lentezza: una passeggiata sul lungomare, un aperitivo guardando le barche, un’escursione tra storia e natura.

Il mare unisce, rilassa, crea spazio per stare vicini. È la tappa ideale per chi sogna un weekend fatto di quiete e panorami aperti.


Trebisacce – Tramonti che restano nel cuore

Trebisacce è uno dei balconi più belli dello Ionio. Il lungomare invita a camminare abbracciati mentre il sole scende e il cielo cambia colore.

Qui ogni tramonto sembra pensato per chi viaggia in coppia. Basta sedersi, aspettare, e lasciarsi sorprendere.


Il vostro weekend romantico, costruito su misura

Ogni coppia vive l’amore a modo suo. C’è chi cerca relax, chi cultura, chi panorami, chi buona cucina. La cosa bella della Sibaritide è che puoi avere tutto, nello stesso viaggio.

Possiamo organizzare per voi un programma personalizzato che includa visite guidate, esperienze autentiche, ristoranti selezionati e pernottamenti in strutture accoglienti.

Voi dovete solo partire.

Vuoi vivere anche tu un weekend così?
Scrivici e ti costruiamo il soggiorno su misura.

Contattaci e raccontaci come immagini la tua fuga romantica.



turismo e agricoltura nella Sibaritide tra aziende agricole ed esperienze autentiche

Turismo e agricoltura nella Sibaritide: quando le aziende agricole diventano esperienza

Turismo e agricoltura nella Sibaritide: un legame naturale

Negli ultimi anni il rapporto tra turismo e agricoltura nella Sibaritide sta vivendo una trasformazione profonda. Sempre più viaggiatori non cercano soltanto luoghi da visitare, ma esperienze autentiche da vivere. Vogliono conoscere chi lavora la terra, scoprire come nasce un prodotto, ascoltare storie legate ai campi, ai frutteti, ai laboratori di trasformazione.

In questo scenario, le aziende agricole diventano parte integrante dell’offerta turistica del territorio, non come attrazioni artificiali, ma come luoghi vivi e identitari.


La Sibaritide: terra agricola prima ancora che turistica

La Sibaritide è storicamente una terra agricola. Agrumi, liquirizia, olio, vino, riso, produzioni biologiche e trasformazioni artigianali raccontano un paesaggio umano che precede il turismo moderno. Valorizzare questo patrimonio significa dare voce a chi custodisce quotidianamente il territorio.

Integrare agricoltura e turismo non vuol dire snaturare l’attività agricola, ma riconoscerla come elemento culturale e narrativo fondamentale per una destinazione autentica.


Il turismo agricolo non è solo agriturismo

Quando si parla di turismo e agricoltura si pensa spesso esclusivamente all’agriturismo. In realtà, il turismo esperienziale oggi va oltre l’ospitalità. Un’azienda agricola può diventare luogo di visita anche senza offrire alloggio o ristorazione.

Visite guidate nei campi, passeggiate tra le coltivazioni, laboratori di trasformazione, racconti delle tecniche produttive, degustazioni consapevoli: tutto questo è turismo. Un turismo lento, sostenibile e profondamente legato al territorio.


Esempi virtuosi: quando l’azienda agricola diventa racconto

Nel territorio della Sibaritide esistono già esperienze che dimostrano come un’azienda agricola possa trasformarsi in esperienza culturale. Realtà di visite guidate come Clemì o Amarelli, oppure di esperienza da fare Favella e La Peschiera o semplicemente di degustazioni ed aperitivi nella natura come nel caso di Olio Tabatà o visita+aperitivo come nel caso di Farneto del Principe e Azienda Agricola Stamati mostrano come la visita in azienda non sia soltanto un momento commerciale, ma un vero racconto del territorio.

Attraverso percorsi guidati, musei d’impresa e attività divulgative, l’agricoltura diventa conoscenza, memoria e identità.


Perché le aziende agricole dovrebbero entrare in Sibaritide Turismo

Sibaritide Turismo nasce come sistema di destinazione, non come semplice vetrina online. Il progetto mette in rete cultura, natura, eventi, enogastronomia e, sempre di più, aziende agricole che vogliono aprirsi al turismo esperienziale.

Entrare nel sistema significa aumentare la visibilità in modo qualificato, essere inseriti in itinerari tematici, intercettare scuole, gruppi e viaggiatori interessati a esperienze autentiche. Le visite guidate in azienda diventano così parte di percorsi più ampi, capaci di generare valore per l’intero territorio.


Un modello sostenibile e modulabile

Il turismo agricolo promosso attraverso Sibaritide Turismo è flessibile e adattabile. Ogni azienda può scegliere come e quando aprirsi al pubblico: su prenotazione, in periodi specifici dell’anno o come attività complementare alla produzione.

Questo modello è sostenibile perché rispetta i tempi dell’agricoltura e valorizza anche le realtà più piccole, familiari o cooperative, senza imporre standard rigidi.


Agricoltura, identità e futuro della Sibaritide

Integrare turismo e agricoltura nella Sibaritide significa investire sull’identità del territorio. Le aziende agricole non sono solo luoghi di produzione, ma custodi di paesaggi, saperi e tradizioni.

Raccontarle ai visitatori rafforza l’immagine della Sibaritide come destinazione autentica, dove il viaggio passa anche dalla terra. Sibaritide Turismo è aperta agli imprenditori agricoli che vogliono intraprendere questo percorso, costruendo insieme visite guidate ed esperienze capaci di generare valore culturale, sociale ed economico.

Guarda il video

Ferramonti di Tarsia luogo della memoria e solidarietà calabrese

Ferramonti di Tarsia: la solidarietà calabrese nei giorni più bui

Ferramonti di Tarsia è uno dei luoghi che meglio incarnano il significato profondo della Giornata della Memoria. Raccontare Ferramonti di Tarsia oggi non significa soltanto ricordare un capitolo drammatico della storia europea, ma riflettere sul valore della solidarietà calabrese in uno dei momenti più bui del Novecento.

La memoria, infatti, non è solo ricordo del dolore. È anche consapevolezza delle scelte compiute dalle persone comuni. Attorno al Campo di Ferramonti di Tarsia, in un contesto segnato dalla guerra, dalla povertà e dalle leggi razziali, le comunità locali seppero esprimere un’umanità autentica. Gli abitanti dei paesi vicini non rimasero indifferenti alla sorte degli internati. Offrirono aiuto, condivisione e vicinanza, spesso attraverso gesti semplici ma fondamentali: un po’ di cibo, una parola di conforto, un rapporto umano che andava oltre le barriere imposte dal tempo.

Questa solidarietà calabrese non fu un episodio isolato. Si inserì in un clima di relazioni umane che contribuì a rendere Ferramonti un luogo diverso da molti altri campi di internamento. Qui, gli internati riuscirono a organizzare la vita collettiva attraverso forme di autogoverno, come il Parlamento di Ferramonti, promuovendo istruzione, cultura e dialogo tra persone di religioni e provenienze diverse. Il territorio circostante, con la sua rete di relazioni, svolse un ruolo silenzioso ma decisivo nel sostenere questa esperienza.

Nel ricordare Ferramonti di Tarsia durante la Giornata della Memoria, emerge quindi una lezione attuale. Anche nei periodi più difficili, le comunità possono scegliere l’accoglienza e la responsabilità. La storia di Ferramonti invita a riflettere sul presente, sui temi dei diritti umani, della pace e del rispetto della dignità della persona.

Oggi questa eredità morale e culturale è custodita e valorizzata dal Museo Internazionale della Memoria Ferramonti di Tarsia. Il museo rappresenta uno spazio di riflessione e di dialogo, dove fotografie, documenti e testimonianze raccontano non solo la vita nel campo, ma anche il legame profondo con il territorio calabrese. Visitare il museo significa entrare in contatto con una memoria viva, capace di parlare alle nuove generazioni.

Guarda il video

Per approfondire la visita, su sibaritide-turismo.it è disponibile la scheda dedicata a Ferramonti di Tarsia nella sezione “Cosa vedere”, con tutte le informazioni utili sul Museo della Memoria e sul contesto territoriale.

Ferramonti di Tarsia, oggi, non è solo un luogo da ricordare. È un simbolo di come la solidarietà calabrese abbia saputo affermarsi nei giorni più bui, lasciando un messaggio che continua a interrogare il presente.

Scorrendo trovi anche il calendario eventi di Ferramonti

Ferramonti di Tarsia luogo della memoria e solidarietà calabrese
Clemì clementina da bere della Sibaritide

Clemì, la clementina da bere: dalla Piana di Sibari una bevanda che racconta il territorio

Le clementine della Piana di Sibari non sono solo un frutto simbolo della Calabria, sono anche una materia prima capace di trasformarsi e raccontare il territorio in forme nuove. È da questa visione che nasce Clemì la clementina da bere della Sibaritde: una bibita in lattina ottenuta dal succo di clementine calabresi.

Il video racconta proprio questo passaggio: dalla terra al prodotto finito, dalla tradizione agricola all’innovazione, mantenendo un legame diretto con il territorio della Sibaritide.

Dalle clementine alla bevanda: un’idea che nasce dal territorio

La Piana di Sibari è da sempre una delle aree più vocate alla produzione di clementine. Frutti dolci, succosi e naturalmente profumati che rappresentano una delle eccellenze agricole della Calabria ionica.

Clemì nasce dall’idea di valorizzare questo patrimonio attraverso la trasformazione: non solo vendita del frutto fresco, ma creazione di una bevanda che ne conservi il gusto e l’identità, rendendola accessibile in un formato moderno e pratico.

Clemì, la clementina da bere

Clemì è una bibita in lattina a base di succo di clementina, pensata per raccontare il territorio anche attraverso il design, il nome e il concept. Non è una semplice bevanda agrumata, ma un prodotto che parla di origine, filiera e territorio.

Dietro una lattina c’è una storia agricola, una produzione locale e una volontà precisa di trasformare un frutto identitario in un’esperienza di consumo nuova.

Un prodotto che unisce tradizione e innovazione

La forza di Clemì sta nell’equilibrio tra passato e futuro. Da un lato le clementine della Piana di Sibari, dall’altro un processo di trasformazione che guarda ai mercati contemporanei, ai nuovi consumatori e a un modo diverso di raccontare i prodotti tipici calabresi.

Questo approccio rappresenta una delle strade più interessanti per lo sviluppo delle aree rurali: dare nuova vita alle produzioni locali attraverso idee innovative e sostenibili.

Trasformazione agroalimentare e identità della Sibaritide

La trasformazione delle clementine in bevanda è un esempio concreto di come l’agroalimentare possa diventare anche racconto territoriale. Clemì non sostituisce il frutto, ma lo affianca, ampliandone le possibilità di utilizzo e diffusione.

In questo modo la Sibaritide non è solo luogo di produzione, ma anche di sperimentazione, creatività e visione imprenditoriale legata alle proprie radici.

Un’esperienza da bere che racconta la Calabria

Assaggiare Clemì significa bere un prodotto che nasce dalla terra, dal lavoro agricolo e da una filiera che parte dalle clementine calabresi. È un modo diverso di conoscere il territorio, non attraverso una visita, ma attraverso il gusto.

Il video diventa così uno strumento di narrazione: mostra come un prodotto semplice possa diventare ambasciatore della Sibaritide anche fuori dai confini regionali.

Clemì, la clementina da bere, è un esempio virtuoso di come le eccellenze della Piana di Sibari possano evolversi senza perdere identità. Un prodotto che unisce agricoltura, trasformazione e racconto territoriale, portando la Sibaritide in una lattina. La stessa azienda che ha ideato Clemì ha pensato anche di realizzare un Museo dedicato al Clementine, scoprilo su sibaritide-turismo.it, clicca qui

Clementine della Piana di Sibari

Clementine della Piana di Sibari: esperienza autentica tra agrumeti, natura e tradizione

Le clementine della Piana di Sibari non sono soltanto un prodotto agricolo, ma un’esperienza che racconta la Calabria più autentica. Tra agrumeti ordinati, aria profumata di agrumi e ritmi scanditi dalle stagioni, questo territorio offre uno dei volti più veri della Sibaritide.

Entrare in un agrumeto, come mostrato nel video girato direttamente sul campo, significa vivere il paesaggio, ascoltare il silenzio della campagna e comprendere il valore di un frutto che nasce dal lavoro quotidiano e dal rispetto della terra.

La Piana di Sibari: il territorio ideale per le clementine

La Piana di Sibari è una delle aree più fertili della Calabria ionica. Il clima mite, la vicinanza al mare, i terreni pianeggianti e ricchi di nutrienti creano le condizioni ideali per la coltivazione delle clementine di Calabria.

Qui i frutti maturano lentamente, sviluppando una polpa succosa, un gusto dolce ed equilibrato e una buccia sottile. È proprio questa combinazione di fattori naturali a rendere le clementine della Piana di Sibari riconoscibili e apprezzate.

Agrumeti della Sibaritide: un paesaggio da vivere

Gli agrumeti non sono solo luoghi di produzione, ma veri e propri paesaggi culturali. Filari ordinati, piante cariche di frutti e colori intensi trasformano la campagna in un ambiente accogliente e suggestivo.

Passeggiare tra le clementine significa entrare in contatto con la dimensione rurale del territorio, osservare da vicino le piante, ascoltare i racconti di chi le coltiva e comprendere il valore di una filiera agricola legata alla tradizione.

La raccolta delle clementine: un momento identitario

La raccolta delle clementine avviene nei mesi invernali ed è uno dei momenti più importanti per la Piana di Sibari. I frutti vengono raccolti a mano, selezionati e destinati al consumo fresco o alla trasformazione.

Questo periodo rappresenta un rito collettivo: le campagne si animano, il lavoro si intensifica e il territorio esprime una delle sue identità più forti.

Clementine di Calabria: caratteristiche e benefici

Le clementine della Piana di Sibari sono note per essere naturalmente dolci, prive di semi e ricche di succo. Sono ideali per il consumo quotidiano, soprattutto nei mesi invernali, e rappresentano un alimento semplice ma prezioso.

Oltre al consumo fresco, vengono utilizzate nella preparazione di marmellate, dolci tradizionali, liquori artigianali e ricette locali che raccontano la cultura gastronomica della Sibaritide.

Esperienze tra clementine e turismo rurale in Calabria

Negli ultimi anni, gli agrumeti della Piana di Sibari stanno diventando anche luoghi di esperienza. Visite in agrumeto, percorsi didattici per le scuole, attività per famiglie e gruppi permettono di scoprire da vicino come nasce uno dei prodotti simbolo della Calabria.

Queste esperienze favoriscono un turismo lento e consapevole, legato alla stagionalità, alla natura e alla conoscenza diretta del territorio.

Le clementine come racconto della Sibaritide

Raccontare le clementine significa raccontare la Sibaritide attraverso uno dei suoi simboli più autentici. Un frutto semplice che racchiude storia, lavoro e paesaggio.

Valorizzarle in chiave esperienziale permette di unire agricoltura e turismo, offrendo al visitatore non solo un prodotto da assaggiare, ma un territorio da vivere.

Guarda il video sulle clementine

Lo sapevi che esiste un Museo dedicato al Clementine? Clicca qui e scoprilo

Corigliano e il primo bagno moderno: un lusso costruito per Vittorio Emanuele III nel 1891

L’11 dicembre 1891 Corigliano Calabro vive uno degli episodi più affascinanti della sua storia. Quel giorno arriva in città il Principe di Napoli, il futuro re Vittorio Emanuele III, accolto da una folla festante, dai baroni Compagna, dal sindaco e dai carabinieri a cavallo. Le strade che conducono dalla stazione al cuore del borgo si illuminano per la prima volta con la luce elettrica, trasformando Corigliano in un grande palcoscenico.

Quell’evento non porta solo innovazione tecnologica: segna anche la nascita del primo bagno moderno della città.

IL BAGNO DEL RE NEL CASTELLO DUCALE

Per accogliere Vittorio Emanuele III nel modo più dignitoso possibile, i baroni Compagna fanno costruire all’interno del Castello Ducale di Corigliano un bagno mai visto prima nel territorio.
Le fonti raccontano di una stanza dotata di:

– vasche di marmo
– acqua corrente
– arredi raffinati
– servizi considerati di lusso per l’epoca

Si tratta del primo bagno moderno documentato a Corigliano Calabro, realizzato appositamente per l’arrivo del futuro re. Un dettaglio che dimostra quanto la visita fosse considerata importante per la comunità e per la famiglia Compagna.

IL BALCONE DEL RE: L’UNICO AFFACCIATO SULLA PIAZZA

Oltre al bagno, per quell’occasione viene costruito anche il famoso balcone del Castello Ducale.
È l’unico balcone dell’edificio affacciato direttamente sulla piazza e nasce con un preciso scopo: permettere al barone Compagna di mostrarsi accanto al principe Vittorio Emanuele III e salutare la popolazione radunata.

Ancora oggi quel balcone è visibile e rappresenta una delle testimonianze più suggestive della visita reale del 1891. Osservarlo significa rivivere un momento unico della storia di Corigliano Calabro.

VISITARE IL CASTELLO DUCALE OGGI

Visitando il Castello Ducale di Corigliano puoi ancora riconoscere molti elementi legati a quella giornata storica:

– il bagno storico, che conserva parte del suo impianto originario
– la scalinata percorsa dal futuro re
– il balcone costruito appositamente per la visita reale

Affacciarsi da quel punto e guardare la piazza permette di immaginare il clima di festa del dicembre 1891, quando Corigliano si preparò ad accogliere un erede al trono.

UN LUOGO DA INSERIRE NEL TUO ITINERARIO IN SIBARITIDE

Il Castello Ducale di Corigliano è oggi una delle attrazioni più importanti della Sibaritide.
Storia, architettura e curiosità come il primo bagno moderno della città rendono questo luogo una tappa imperdibile per chi vuole scoprire il patrimonio culturale del territorio.

Per itinerari, visite guidate e approfondimenti sulla Sibaritide, puoi seguire Sibaritide Turismo e programmare la tua prossima visita nel cuore di Corigliano Calabro.

Guarda il video che racconta questa storia.

Turismo scolastico nella Sibaritide

Le scuole: i primi “turisti” della Sibaritide. L’esperienza di Paludi e il valore della collaborazione con i Comuni

Quando parliamo di turismo, immaginiamo spesso visitatori provenienti da altre regioni o da altri Paesi. Eppure, i primi veri “turisti” della Sibaritide sono molto più vicini a noi: gli studenti delle scuole del territorio. Sono loro che, attraverso visite guidate, laboratori e percorsi didattici, possono scoprire per primi il patrimonio storico, archeologico e culturale della nostra area, diventando ambasciatori consapevoli del luogo in cui vivono. Ecco un esempio di turismo scolastico nella Sibaritide.

Perché partire dalle scuole

Portare gli studenti alla scoperta dei nostri borghi, dei musei e dei paesaggi significa creare conoscenza, senso di appartenenza e, soprattutto, costruire un futuro in cui il turismo è vissuto come un’opportunità per tutti.
Le scuole chiedono sempre più esperienze formative e coinvolgenti; allo stesso tempo, i Comuni hanno bisogno di realtà che sappiano organizzare attività professionali e strutturate.
Sibaritide Turismo, come DMC, nasce proprio per questo: collegare istituzioni, operatori locali e luoghi di interesse.

L’esempio virtuoso di Paludi (CS)

Un caso emblematico è stata l’uscita didattica realizzata a Paludi, un borgo prezioso che custodisce uno dei siti archeologici più importanti della Calabria.

La giornata è iniziata con la visita all’Area Archeologica di Castiglione, l’unica testimonianza concreta al mondo di un insediamento bruzio riconosciuto e studiato in modo così significativo. Tra resti imponenti, mura fortificate e una storia antichissima, gli studenti hanno potuto immergersi nella vita delle popolazioni che dominarono l’entroterra calabrese ben prima dell’arrivo dei Romani.

A seguire, il gruppo ha raggiunto l’Auditorium comunale, che ospita il Museo Virtuale, un percorso digitale capace di raccontare con immagini, contenuti multimediali e ricostruzioni 3D la storia del sito e del territorio.
La visita è poi proseguita nel Museo contadino, dove gli oggetti di uso quotidiano raccontano una civiltà fatta di lavoro, tradizione e memoria.

Il tour si è concluso nel centro storico, con una sosta nella suggestiva Chiesa di San Clemente, scrigno di devozione e arte locale.

Una comunità che accoglie

Fondamentale è stata la disponibilità del Sindaco di Paludi, Domenico Baldino, che ha accolto la scolaresca, ha aperto gli spazi comunali e ha dialogato con gli studenti spiegando l’importanza di custodire e valorizzare i beni culturali.
Un gesto che dimostra quanto la collaborazione tra enti locali, scuole e operatori turistici possa creare opportunità concrete di crescita. Questo è un buon modo di valorizzare il turismo scolastico nella Sibaritide.

Comuni e DMC: una sinergia necessaria

Esperienze come questa dimostrano che la valorizzazione del territorio parte dalla collaborazione:

  • I Comuni possono mettere a disposizione luoghi, strutture, informazioni aggiornate e supporto logistico.
  • Le scuole rappresentano un pubblico motivato, curioso e desideroso di conoscere.
  • Sibaritide Turismo coordina, organizza e racconta questi percorsi in modo professionale, trasformandoli in esperienze ricche e formative.

Un modello da replicare in tutta la Sibaritide

Paludi è solo un esempio, ma il nostro territorio offre decine di musei, siti archeologici, centri storici e borghi che attendono solo di essere raccontati alle nuove generazioni.

L’obiettivo è chiaro: creare una rete stabile tra scuole e Comuni, così che ogni alunno della Sibaritide possa conoscere davvero la propria terra e portarne il valore dentro e fuori il territorio.


San Martino nella Sibaritide: festa del vino nuovo e tradizioni

San Martino nella Sibaritide: profumo di vino nuovo e antiche tradizioni

Il profumo dell’autunno in Sibaritide ha il sapore del mosto che matura nelle cantine e del fuoco che arde nei camini.
L’11 novembre, giorno di San Martino, la Calabria celebra la fine della fermentazione del vino nuovo, un rito contadino che ancora oggi unisce famiglie, amici e comunità intorno al gusto autentico e alla convivialità.

Tra i borghi della Piana di Sibari — da Francavilla Marittima a Mandatoriccio, da Rossano a Montegiordano — il tempo sembra fermarsi per rivivere le atmosfere di un passato fatto di vendemmie, torchi e brindisi alla nuova stagione agricola.

Il proverbio “A San Martino ogni mosto diventa vino” non è solo un detto popolare, ma il simbolo di un rito collettivo che lega la terra ai suoi frutti, i contadini ai vignaioli, e le famiglie ai momenti di festa che da secoli scandiscono la vita rurale del territorio.

Nelle campagne della Sibaritide, l’11 novembre è il momento in cui si aprono le botti per assaggiare il frutto della vendemmia: un vino ancora giovane ma già ricco di carattere, accompagnato da castagne arrostite, salumi, formaggi e pane appena sfornato. È la festa della semplicità, del calore domestico e del piacere di condividere.


Esperienze da vivere

Sibaritide Turismo invita a vivere San Martino come esperienza: un’occasione per scoprire il territorio attraverso il vino, i racconti e le persone che lo producono.

Tra le proposte da non perdere, i tour in azienda vinicola organizzati nella Piana di Sibari offrono la possibilità di entrare nel cuore della produzione locale e di assaporare l’identità autentica dei nostri vitigni autoctoni.

Ecco tre esperienze da vivere nel periodo di San Martino:

Che si tratti di una passeggiata tra i vigneti, di una degustazione guidata in cantina o di un tour enogastronomico nei borghi storici, San Martino nella Sibaritide è l’occasione perfetta per riscoprire il significato più vero del “buon vivere”: il legame con la terra, il gusto per le cose genuine e l’ospitalità sincera delle nostre genti.


Scopri di più

Sul portale www.sibaritide-turismo.it puoi trovare:

  • gli eventi enogastronomici dedicati a San Martino e al vino nuovo;
  • le cantine visitabili della Piana di Sibari;
  • tour esperienziali curati da Sibaritide Turismo per scoprire il territorio attraverso il gusto, la cultura e la tradizione.

Vivi anche tu l’autunno in Sibaritide: tra vino, castagne e antiche tradizioni, ogni calice racconta la storia di una terra generosa, pronta ad accoglierti con il suo inconfondibile profumo di festa.




Eventi nella Sibaritide 7-9 Novembre 2025

Weekend nella Sibaritide: danza, sport, sapori e oro verde (8–9 novembre 2025)

L’autunno nella Piana di Sibari si accende di movimento, gusto e tradizione.
Sabato 8 e domenica 9 novembre 2025 il territorio si anima con appuntamenti che uniscono arte, sport e cultura rurale — un fine settimana perfetto per vivere la Calabria autentica anche fuori stagione.


D. OFF – SeArt: la danza incontra la città

Corigliano-Rossano – sabato 8 novembre

Si conclude il festival nazionale di danza diffusa D. OFF – SeArt, con performance tra i vicoli di Corigliano, il Castello Ducale e Piazza Salotto.
Dalle 17:00 “Danza Celata, Danza Trovata”, alle 19:00 le coreografie dei giovani autori del Sud e gran finale alle 21:30con “Introduzione alle danze popolari del Sud Italia”.
👉 Scopri il programma completo


Co.Ro. Half Marathon: la corsa tra mare e collina

Corigliano-Rossano – domenica 9 novembre

Torna la Co.Ro. Half Marathon, mezza maratona inserita nel calendario nazionale FIDAL Bronze.
Partenza alle 10:00 dal Quadrato Compagna di Schiavonea, arrivo in Piazza Bernardino Le Fosse a Rossano Scalo: oltre 21 km di sport, mare e territorio.
👉 Leggi la scheda evento


Assaggi d’Autunno ad Amendolara

Amendolara centro storico – sabato 8 novembre, dalle 18:30

Profumi e sapori della tradizione animeranno Piazza Giovanni XXIII per la seconda edizione di “Assaggi d’Autunno”.
Degustazioni, musica popolare e stand gastronomici dedicati ai prodotti tipici dell’Alto Ionio: un evento perfetto per scoprire l’autenticità di un borgo accogliente.
👉 Scopri l’evento su Sibaritide Turismo


Oro Verde Festival: l’eccellenza dell’olio a San Giorgio Albanese

San Giorgio Albanese – sabato 8 novembre, dalle 20:00

Il borgo arbëresh di San Giorgio Albanese ospita l’edizione 2025 dell’Oro Verde Festival, una serata dedicata all’olio extravergine d’oliva come simbolo di cultura, salute e identità.
In programma degustazioni sensoriali, showcooking e musica live in Piazza dell’Olio.
👉 Leggi di più sull’Oro Verde Festival


Cultura e natura: Castrovillari e Morano

Castrovillari – fino al 16 novembre
Al Protoconvento Francescano prosegue “Identità Calabra – La Calabria delle Radici”, rassegna di mostre, musica e incontri sulle tradizioni locali.
👉 Dettagli qui

Morano Calabro – sabato 8 e domenica 9 novembre
Alla Catasta Pollino torna “Pollino… a me piace a piedi”, weekend di trekking, laboratori e turismo sostenibile nel cuore del Parco.
👉 Scopri il programma


Vivi la Sibaritide anche in autunno

Tra danza, sport, sapori e tradizioni, il weekend dell’8-9 novembre conferma la Sibaritide come destinazione viva tutto l’anno.
Un invito a scoprire la Calabria Straordinaria nei suoi borghi, nelle piazze e nelle persone che la animano ogni giorno.


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Fiera di Schiavonea

Le Fiere di Schiavonea: quattro secoli di storia tra mare e tradizione

Sul lungomare di Schiavonea, frazione marinara di Corigliano-Rossano, la storia si intreccia con il profumo del mare e delle fiere.
Da quasi quattrocento anni, questo borgo ospita due eventi che scandiscono il ritmo delle stagioni e della vita comunitaria:
la Fiera dell’Ascensione (1° Maggio) e la Fiera dei Morti (1-2 Novembre).
Due appuntamenti diversi, ma legati da una stessa anima popolare fatta di fede, commercio e festa.

Dalla Fiera del Pendino al borgo marinaro

Le origini risalgono al Seicento, quando i feudatari Saluzzo trasferirono a Schiavonea la Fiera del Pendino, che si svolgeva nella pianura coriglianese il 25 aprile, giorno di San Marco.
Quella fiera era una delle più importanti del Regno delle Due Sicilie, ma per ragioni economiche e logistiche venne spostata sul mare, dove il porto naturale offriva maggiori opportunità di scambio.

Il Quadrato Compagna: il “Palazzo delle Fiere”

Nel 1854, i Baroni Compagna, successori dei Saluzzo, affidarono all’architetto Francesco Bartholini la costruzione del Palazzo delle Fiere, oggi conosciuto come Quadrato Compagna.
Un imponente edificio rettangolare di 140 metri per 80, pensato per accogliere centinaia di venditori, animali e merci.
La fiera, all’epoca, durava otto giorni: un’autentica città nel borgo, fatta di commerci, incontri e vita sociale.

Maggio e Novembre: due stagioni, una sola anima

La Fiera di Maggio apriva la bella stagione: i pescatori benedicevano le barche, i contadini vendevano le prime primizie, e l’intera comunità festeggiava la rinascita della natura.
In autunno arrivava invece la Fiera di Novembre, nata nel 1661: un momento di pausa dopo il raccolto, tra profumi d’olio nuovo, vino, stoffe e dolci tradizionali.

Entrambe le fiere erano occasioni d’incontro e di scambio, ma anche simboli della profonda identità di Schiavonea — un borgo capace di fondere terra e mare, sacro e quotidiano.

Le fiere oggi: tra tradizione e contemporaneità

Oggi le fiere non si tengono più nel Quadrato Compagna, ma lungo il lungomare di Schiavonea, dove migliaia di visitatori arrivano da tutta la Sibaritide.
Musica, street food, artigianato e spettacoli convivono con il fascino delle antiche bancarelle, mantenendo vivo lo spirito di un tempo.

Le Fiere di Schiavonea non sono solo eventi: sono la memoria viva di una comunità che da secoli rinnova il proprio legame con la storia e con il mare.

Se vuoi effettuare un tour di Schiavonea, trovi qui il nostro itinerario

Guarda il video della fiera.